■ Elenco dei produttori e degli utilizzatori di sottoprodotti: guarda i video di come ci si iscrive e di come si ricercano i soggetti

Dal 12 giugno è attivo l’Elenco Sottoprodotti, il nuovo servizio telematico per fare incontrare la domanda e l’offerta fra le imprese che producono e riutilizzano sottoprodotti.

Guarda i video che spiegano come ci si può iscrivere e come si cercano le aziende che offrono o richiedono sottoprodotti.

 

 

■ Operativa la procedura per l’iscrizione delle imprese che producono e riutilizzano sottoprodotti che potranno registrarsi nell’apposito elenco

Unioncamere ha reso operativa l’applicazione per l’iscrizione da parte delle imprese all’elenco sottoprodotti.
Le imprese che producono e riutilizzano sottoprodotti potranno iscriversi all’elenco sottoprodotti istituito ai sensi del Regolamento 264/2016.
Nell’elenco sarà indicata, all’atto dell’iscrizione, oltre alle generalità e ai contatti dei soggetti iscritti, la tipologia dei sottoprodotti oggetto di attività.
L’iscrizione è telematica ed avviene con la firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.
L’accesso all’elenco, sia per la presentazione della pratica sia per la consultazione delle imprese iscritte, avviene dal sito www.elencosottoprodotti.it.

Per maggiori informazioni clicca qui.

■ Costruzioni, Legambiente: il futuro è nel riciclo dei rifiuti

“Il futuro delle costruzioni passa per l’innovazione ambientale. Attraverso la chiave dell’economia circolare diventa infatti oggi possibile guardare in modo nuovo al rilancio del settore (anche per farlo uscire da una crisi che va avanti da nove anni), riducendo l’impatto degli interventi e spingendo il riciclo di materiali”.

Così inizia il rapporto “L’economia circolare nel settore delle costruzioni“, redatto dall’Osservatorio Recycle di Legambiente, presentato il 21 giugno nel corso del IV EcoForum Rifiuti 2017.

Il tema del riciclo viene considerato centrale anche nelle Direttive europee, in particolare dalla Direttiva 2008/98/CE che prevede che al 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Legambiente sottolinea come oggi non esistono più motivi tecnici, prestazionali o economici che possano essere utilizzati come scuse per non utilizzare materiali provenienti dal riciclo nelle costruzioni e, a dimostrazione di quanto affermato, nel Rapporto riporta alcune esperienze che descrivono cantieri e capitolati dove queste innovazioni sono già state portate avanti con successo a dimostrazione di come esistano oggi norme codificate basate sulle prestazioni, che permettono ai materiali da riciclo di poter competere sul piano tecnico e anche del prezzo.

Dallo Juventus Stadium al recupero e riutilizzo dell’acciaio dei Padiglioni Expo, dal complesso residenziale Casanova EA8 di Bolzano alle buone pratiche oltre oceano come la Coucil House a Melbourne o il Silos di Copenhagen, sono solo alcuni dei casi citati.

Il dossier cerca di fare anche il punto sulla situazione individuando gli elementi che ostacolano l’economia circolare nel settore delle costruzioni, a partire dai cantieri dei lavori pubblici e privati, dove i capitolati e una normativa spesso poco chiara diventano spesso un ostacolo spesso insormontabile per l’utilizzo degli aggregati riciclati.

■ Marcatura CE dei prodotti da costruzione: approvata la disciplina nazionale

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale sulla marcatura CE dei prodotti da costruzione.
La disciplina della marcatura CE è stabilita dal Regolamento europeo n. 305/2011, che ha sostituito la Direttiva 89/106/CEE.

Il provvedimento conferma l’obbligo di commercializzazione di prodotti e materiali con marcatura CE, ove vi sia una norma europea armonizzata in vigore. L’elenco completo delle norme, con relativa indicazione del periodo di operatività, è disponibile sul portale NANDO, gestito dalla Commissione europea.
Stante la disciplina europea, è rimandata al livello nazionale la fissazione della normativa di raccordo e dettaglio (ad esempio quella relativa all’autorizzazione degli organismi di verifica), inclusa l’entità e la tipologie delle sanzioni per chi non ottemperi agli obblighi stabiliti dal Regolamento UE n. 305/2011.
Il decreto legislativo in oggetto, che va a sostituire l’analogo provvedimento del 1993 (il D.P.R n. 246), risponde alla suddetta finalità. La versione del testo uscita dal Consiglio dei Ministri recepisce una serie di istanze formulate dalla Commissione territorio, ambiente, beni culturali del Senato, presso cui si è svolto un ciclo di audizioni al quale ha partecipato anche l’Ance.
Di più specifico interesse per le imprese di costruzione è l’articolo 20, che stabilisce le sanzioni per le diverse tipologie di soggetti in caso di violazione degli obblighi di impiego dei prodotti da costruzione.

Si evidenzia che, rispetto alla iniziale proposta di decreto, il quadro sanzionatorio – anche a carico del costruttore – risulta alleggerito, e inoltre vengono introdotte sanzioni a carico dei progettisti, ai quali spetta il compito imprescindibile di effettuare una corretta prescrizione dei prodotti e materiali da costruzione fornendo le necessarie informazioni al costruttore e al direttore dei lavori.

Di seguito il quadro sintetico delle sanzioni:

► sono stabilite sanzioni amministrative (da 4.000 a 24.000 euro) per il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore che, nell’ambito delle specifiche competenze, utilizzino prodotti non conformi agli obblighi in materia di marcatura CE e dichiarazione di prestazione stabiliti dal Regolamento UE n. 305/2011. Nel caso di prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio, le sanzioni a carico degli stessi soggetti sono penali oltreché amministrative (arresto fino a 6 mesi e ammenda da 10.000 euro a 50.000 euro);
► sono stabilite sanzioni amministrative (da 2.000 a 12.000 euro) per il progettista dell’opera che prescriva prodotti non conformi ai già citati obblighi di marcatura CE. Nel caso di prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio, le sanzioni sono penali oltreché amministrative (arresto fino a 3 mesi e ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro);
► altri tre articoli completano il quadro delle sanzioni (amministrative e/o penali) a carico dei fabbricanti dei materiali, dei distributori e degli organismi di certificazione.
Si sottolinea che il decreto, alla data odierna, non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.